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Uno skate park, nel 2020, alla modica somma di circa 100.000 euro

Da una parte una richiesta di aiuto di una ragazza di San Cesareo che chiede luoghi di aggregazione, eventi, spazi per i giovani del paese costretti a frequentare uno dei tanti “muretti”, dove si passa la serata sperando di non sollevare le proteste di chi abita lì vicino.

Dall’altro gli amministratori che si sono definiti del “cambiamento” che annunciano entusiasti la nascita di uno skate park alla Villetta.

Ecco lo scarto tra questi due post apparsi ieri su gruppi di San Cesareo segnala tutto il distacco che c’è tra la politica locale e le persone.

Uno skate park. Nel 2020. Alla modica somma di circa 100.000 euro.

La solita decisione calata dall’alto senza aver ascoltato nessuno, non i cittadini, e ci siamo abituati, ma nemmeno loro, i diretti interessati, i ragazzi e le ragazze, gli stessi che stanno chiedendo di essere, capiti, compresi, anzi forse solo di essere ascoltati.
Nemmeno il consiglio comunale dei ragazzi hanno coinvolto in questa decisione, verrebbe da dire “se non li ascolti per questo cosa ci stanno a fare?”.

Ma come si fa a spendere 100 mila euro per uno spazio per i giovani senza nemmeno chiedergli che cosa vogliono? Ma come si fa a governare così!

Eh già, ci avevano creduto in molti al cambiamento, anzi forse più di tutti ci avevano creduto i ragazzi, con quello straordinario entusiasmo, quella voglia di vivere che traspare dalle parole di Erica, la ragazza che ha preso il coraggio a due mani e ha lanciato un SOS.

Cosa gli dite ai “ragazzi del muretto”? Che negli anni ’90 a San Cesareo proprio lì c’era già un campo da calcetto, una pista di atletica e due spazi scolastici dove l’estate si faceva il torneo di beach volley e ora non c’è più niente di tutto questo?
Glielo dite che quegli spazi sono stati sacrificati per l’assenza di programmazione di chi governa e ha governato questo paese e per l’incapacità di immaginare il paese futuro?

Gli dite che lì dove sorgerà lo skate park sono già stati spesi oltre 100.000 euro pochi anni fa per fare una passerella di betonelle e piantare qualche albero, tutto andato più o meno in malora?

E che ora lì spenderete altri 100.000 euro, soldi di tutti, non per un progetto di risanamento complessivo dell’area più bella del paese, non per rimuovere quegli orribili container e restituire un sito di importanza storica ai cittadini, ma per incastrarci una pista di cemento?
Nello stesso punto dove Thomas Ashby, il 27 gennaio del 1900 descrisse “le belle vigne di san cesareo” che si scorgevano dalla Villa Rospigliosi, e fotografò un sarcofago poi trafugato nel Regno Unito.

No, fidatevi di noi, forse è meglio che non gli dite nulla a questi ragazzi. Forse è il caso che iniziate solo ad ascoltarli.

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